Ci eravamo tanto sbagliati

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A chi non conosce i chilometri, le facce sfatte, gli alberghi sporchi, i sogni mancati, i treni persi, le ore vuote
A chi non sceglie mai
A chi non rischia mai
A chi non sbaglia mai
A chi non brucia mai
A chi non muore mai
A chi non si perde mai
A chi non ha mai davvero paura
A chi è come sarei diventato io se per un po’ di paura in meno avessi scelto di non rischiare mai
Fanculo a chi non si lascia cadere

Lo Stato Sociale – Ci eravamo tanto sbagliati

Fanculo a chi si illude che sarà diverso. A chi “tanto ce la faccio” e poi resta a metà della corsa.
A chi non ci pensa. A chi ci pensa troppo. A chi non si lascia coinvolgere, a chi si fa trascinare, a chi si sveglia convinto di essere nel giusto. Fanculo a chi ci sta male, a chi ha ancora speranza (maledetta stronza, che non muore mai, mentre io vorrei dormire). Fanculo alle parole dette senza pensarci troppo. Alla musica alta e lontana. All’autocontrollo, che alla fine è un’inculata.

Fanculo.

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Alla pugna!

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Non c’è molto da dire, in realtà. Un condottiero bizantino mi ha fatto scoprire i tesori nascosti di Egnatia dopo avermi fatta nuotare nel buio tra le onde di sabbia e di sale. Ora sto piangendo al pc come una cogliona in un venerdì pomeriggio.

Il resto è tutto qui.

Una collina, una valle di luci, la sabbia, le onde che tirano schiaffi schiumosi, il vento tra i capelli, le parole sussurrate e le parole urlate, le unghie, le armi, il dionisiaco, le melegrane, le coppette della Tupperware, un riavvio del sistema, le risate, una scottatura, un livido, le strade, le dita, i piedi scalzi, le anime nude.

Yellin’ Tinder

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Mi sono rimessa su sto social pieno di disturbati. Finora ho dato una possibilità solo a quelli che sono stati o così disturbati da essere interessanti, o particolarmente originali.

P. gira in un’auto d’epoca carro funebre. Perché gli piace. È vegetariano e riccioluto.

F. è un musicista, un batterista di quelli animali. Ha una cartolibreria e una lunga serie di casi umani nel proprio album.

N. è uno psicoterapeuta. Nei weekend fa rievocazioni storiche. Ascolta metal ed è russo per metà. Ama i giochi di ruolo e il medioevo.

E. è un fattone, ha un jack russel ed è simpatico. Ha mille tatuaggi e una buona capacità di ragionamento.

Intanto io e G continuiamo a sentirci ogni tanto per parlare e mantenere i rapporti cordiali. E non ho nessuna voglia di tornare indietro.