Parmigiana #25

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Ogni volta in cui ti penso mangio chili di parmigiana. Quella che mi nascondevi tu, l’ho trovata.

Finito tutto così, come è cominciato. Conserverò il tuo ricordo, il tuo profumo, le nottate passate al telefono e quelle passate insieme, i giorni di pioggia e quelli di sole e resterai qui.

Perché per me eri l’unico, il solo, l’ultimo. Ed io per te non lo ero. O perlomeno non lo ero fino in fondo, perché siamo diversi, perché il mio carattere ti impedisce di trovare la tua strada, perché non sei tu sono io e ti lascio perché ti amo troppo. Perché hai parlato troppo e sono sicura che non ci hai pensato fino in fondo, ma me ne farò una ragione. Intanto metto la parmigiana in forno e mi guardo “50 volte il primo bacio” sul nove, perché mi fa pensare a te.

 

Ciao, amore mio.

Provarci

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No ragazzi, non funziona. Ci sto provando quando posso a mettermi sulla storia, quella nuova, quella di Laura, la bimba bella con la famiglia a pezzi, ma non ci riesco. Mi annoia. Non è come Eve, Laura ha bisogno di cura, di tempo, di ragionamento. Eve è istinto primordiale e carne, tutta un’altra storia. Mi fa sentire frustrata, perché Laura mi piaceva, all’inizio. Sembrava interessante ragionare sulla crescita di una persona, su ogni sua difficoltà, sui cambiamenti, sugli sbagli, e invece è di una noia mortale. Laura, sei una palla. Lo so, sei all’inizio, dobbiamo ancora conoscerci, ma non mi piaci così tanto. Non ho voglia di scrivere che hai iniziato a gattonare e ad isolarti dal mondo mentre i tuoi ti lasciano con una babysitter che non ti caga.

La verità è che sei nata perché me lo hanno chiesto, non perché ti volessi. Così ho cominciato a buttare giù qualche idea, a cambiare stile narrativo per passare dalla prima alla terza persona, a non usare espressioni scurrili e volgari e niente, è una faticaccia inutile.

Laura, mi sa che dovrai cercarti un’altra mamma.

Cocco bello, cocco fresco

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Torno nello stesso posto dopo undici anni. Rossella, più piccola di me di un anno, ha avuto un figlio, oggi ha tre anni. Mi chiede: “Tu cosa hai fatto in tutto questo tempo?”. Mi viene da ridere. Cosa ho fatto in undici anni?

Diploma, laurea, cambiato casa e fidanzati, viaggi, libri, film, musica, nuove conoscenze e nuove cicatrici. E ho preso cinque chili. 

Sono tornata qui aspettandomi di trovare delle facce di merda ad aspettarmi, ma con somma sorpresa ho trovato un’oasi di pace e tranquillità. Forse quest’anno saranno davvero VACANZE.