Redhead’s dolly? No, thanks.

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Vessate in tempi medievali, accusate di essere streghe, di avere caratteri difficili, di essere cattive… persino. Le rosse hanno una vera e propria iconografia alle spalle che nella cultura occidentale è stata un’arma a doppio taglio: belle, sì, ma anche crudeli, ribelli, indomabili. Insomma, poche chiome sono più intriganti di quelle rosso fuoco e come spesso accade, dalla forma alla sostanza è questione di un attimo!

Jessica Rabbit
Se c’è qualcuno che ha davvero incastrato Roger Rabbit questa è sua moglie, la formosa, sensuale, rossissima Jessica Rabbit. Insomma, se la disegnano così ci sarà pure un motivo! E proprio la capigliatura fiammante e le linee morbide del suo disegno l’hanno trasformata istantaneamente in un’icona.
La forma: chioma liscia, curata. Tutta curve grazie agli abiti rivelatori, ma di gusto.
La sostanza: è la tipica donna del gangster. Focosa e pericolosa, ma – sotto sotto – fedele.

Satine, «Moulin Rouge!»
Sembra l’incarnazione stessa di una femminilità forte ma sensuale, complessa e ricca di contrasti, con un’energia che le permette di superare le costrizioni e l’indipendenza trovata tanto nell’arte quanto nella prostituzione. Insomma, magari non esattamente il tipo di rossa che saremmo noi, ma qualche appunto possiamo prenderlo. Tranne la parte in cui moriamo di tubercolosi, eh, magari quello no.
La forma: boccoli incastonati con la lacca in elaborati copricapi, una figura elegante che non corrisponde allo stereotipo della prostituta.
La sostanza: legata più alla sua indipendenza che al romanticismo, eppure pronta a lanciarsi con entusiasmo in un’avventura.

L’agente Dana Scully , «X-Files»
È una delle rosse più famose della tv, eppure in qualche modo sovverte lo stereotipo della donna impulsiva: l’agente Scully è fredda, quasi clinica e scientifica nei suoi approcci, dotata di una sensualità un po’ nerd. Eppure non possiamo evitare di inserirla: è giusto ricordare che non tutte le rosse sono uguali.
La forma: estremamente professionale, dal taglio rigido di capelli e abiti.
La sostanza: è lei il vero “maschio” della coppia, con la responsabilità di trattenere un più precipitoso Mulder.

Olive Penderghast, «Easy Girl»
La ragazza che decide di sconfiggere il gossip abbracciando (anche troppo) la parte che le viene attribuita: vittima dello stereotipo di quella “facile” del liceo, pur essendo ancora estremamente vergine, trova il modo di girare la situazione in suo favore, ad affermare la sua identità al di sopra di tutto, a fare un gran casino e poi uscirne comunque nel migliore dei modi.
La forma: onde e volant, a tutto bigodino. Per essere all’altezza della sua (falsa) reputazione a Olive tocca indossare corsetti dark, occhiali da sole e A scarlatte.
La sostanza: secondo l’equivoco principe del film, Olive è una ragazza facile. Noi sappiamo che non è vero…

Rose DeWitt Bukater, «Titanic»
In un momento in cui l’aristocrazia cerca di conservare un senso, esasperando la divisione tra classi, la rossa Rose decide di voltare le spalle a tutto ciò che era stato preparato per lei e di pretendere, attraverso una travolgente storia d’amore, considerazione come individuo.
La forma: le rigidità quasi vittoriane sono ammorbidite da scollature abbondanti e da morbidi boccoli rossi che le accarezzano le spalle.
La sostanza: fragile, sottomessa eppure pronta a cercare il riscatto a tutti i costi.

Black Widow/Natasha Romanoff , «Iron Man 2» e «The Avengers»
Doppiogiochista, bellissima e letale: quando serve la figura di una spia assassina con l’accento russo, la scelta migliore che si possa fare per rafforzare un personaggio che è già una bomba è tingerle i capelli di rosso. Speriamo solo che nel prossimo «Avengers» abbia un po’ più spazio… E una pistola più grossa!
La forma: una tuta nera aderentissima antiproiettile ne accompagna curve e combattimenti acrobatici, un bob mosso incornicia il tutto.
La sostanza: decisa a riscattare la sua fama da doppiogiochista, pronta a usare il suo corpo quando serve.

Willow , «Buffy»
Avete presente quello che dicevo prima sui capelli rossi associati, in periodo medievale, alla stregoneria? Ecco: Willow è una strega degli anni Duemila, ha i capelli rossi e uno dei percorsi evolutivi più intensi della tv. Da timida adolescente a donna che, passando attraverso l’amore e la tragedia, diventa pienamente consapevole del suo potere. Una curiosità: nel periodo in cui diventa cattiva, sopraffatta dal dolore e dalle sue stesse capacità, i capelli da rossi le diventano neri. Cosa vorrà dire?
La forma: abbigliamento prima un po’ nerd, poi tendente all’hippie. Capelli rossi liscissimi, che si accorciano progressivamente col passare delle stagioni.
La sostanza: da adolescente impacciata, appassionata di computer e timidissima coi ragazzi, a donna innamorata di un’altra donna, consapevole che sofferenza e potere spesso vanno a braccetto.

Gilda, «Gilda»
«Put the blame on Mame, boy!» cantava la meravigliosa Rita Hayworth accennando uno spogliarello in realtà castissimo, e creava “la” figura della testa rossa fatale al cinema. È lei la madre di tutte le redhead “perdute” e naturalmente ha funzionato anche da canovaccio per Jessica Rabbit. Indimenticabile.
La forma: morbida, rigorosa ma selvaggia. Il suo abito da sirena di satin ha fatto storia.
La sostanza: proprio come Jessica Rabbit, il suo personaggio deve molto agli stereotipi noir, ma li contraddice allo stesso tempo. Eh sì: quella volta che sembrava volesse spogliarsi davanti ai brutti ceffi di un bar schiamazzante, lo faceva solo per amore.

Da Grazia.it

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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