24 agosto 2014

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Me lo ricordo quel giorno. Mi ricordo nettamente il momento in cui ti ho chiamato al cellulare per sapere dove venire a prenderti. La tua voce era un po’ tremante, ma in poche parole mi hai dato le direttive giuste. Ricordo che ero molto sicura di me, ero venuta a prenderti proprio con l’intenzione di passare del tempo con te. Eri troppo simile a me, troppo adatto a starmi accanto. Ricordo che avevo detto ad Erika delle cose confuse su Monopoli e su Conversano che non hanno fatto altro che ritardare l’arrivo suo e della sua amica. Quindi mi hai chiesto: “Dove andiamo?”. Ed io volevo andare sulla spiaggia. Te lo assicuro, avrei voluto stendermi sulla sabbia e fare la figa con qualche aneddoto su quanto fossi spregiudicata in quel periodo. Quello che mi ha fermata è stata la musica. La musica in macchina, il lettore mp4 con il mio repertorio storico di canzoni e tu che sorridevi e mi dicevi: “Questa piace anche a me!”. E così, senza pensarci, ci siamo buttati in un discorso estenuante sui problemi delle nostre vite, su quanto avessimo bisogno di cambiare aria, tu partendo in Gran Bretagna, io ubriacandomi con i soliti noti. Poi ricordo la tua mano. Decisa, sicura sulla mia. E in un momento in cui tutto il disagio svanì, mi ritrovai ad apprezzare la semplicità di quel gesto. Nonostante ciò, le mie pulsioni ebbero la meglio. Ti baciai il collo, le guance, le labbra e lasciai che tutto svanisse alle mie spalle, tutte le delusioni, l’amarezza e la compassione che cercavo nel mondo in quel momento. Ricordo tanta confusione, il buio, Erika che chiamava ed io che non sentivo il cellulare squillare. Alle dieci passate mi ritrovai a fare i conti con la realtà. Allora andammo a Torre Café. Erika e Spo avevano capito, ma noi ancora no. Ricordo nitidamente la sensazione di averti seduto accanto a me. La voglia che mi cingessi le spalle, l’impulso represso di baciarti li, davanti a tutti quegli sconosciuti che ballavano la salsa. E poi mi ricordo l’emozione di ballare insieme come due scemi in mezzo a tutti quei professionisti.

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E mi ricordo questa foto. La nostra prima foto insieme. Prima di tutto, prima della tenda, delle dichiarazioni d’amore e degli orsetti. Quando tu eri il bagnino biondino rinascimentale che mi sfidava a Songpop. E quando io non ero tanto diversa da come sono adesso, solo più amplificata.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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