Che te ne frega.

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Fondamentalmente nulla. Il problema è che mi senta presa per il culo dalle persone che mi circondano più di quanto sia disposta ad accettare. Mancano pochi giorni al mio compleanno. Dunque lista di invitati, fatta conversazione, vi aspetto tutti, ricchi premi e cotillon. E Paoletta lavora, povera, non viene. E Angela ha le prove, che maronna, non è possibile finire prima o rimandare per la festa di un’amica. E’ più importante suonare con un gruppo che non ha intenzione di uscire dalla sala prove piuttosto che appianare una buona volta le situazioni scomode. E Alessandra ha un esame, non pretendo che venga certo al mio compleanno, l’università prima di tutto. E anche Filippo ha un esame eppure cercherà di esserci. Se Filippo non c’è dubito che Antonella venga da sola. Roberto fa orecchie da mercante con consorte, non conferma né smentisce, si limita ad ignorare i miei messaggi e va bene. Tanto a me che me ne deve fregare, invito persone che ritengo amiche e queste non si prendono manco la briga di darmi una cazzo di conferma. E poi, dulcis in fundo, c’è la famiglia. Anzi la Famiglia, con la F grande. Perché sono quelli che pretendono, si aspettano che, stanno lì ad additare quando tu non rispetti gli impegni perché la macchina non parte o perché stai morente con 38,5 di febbre e non presenzi allo spettacolino di paese o al saggio a Roma. E quindi ti fai 80 km per vedere due balletti e spendere trenta euro di biglietto per fare piacere a qualcuno che ti dirà NO MA MIO MARITO LAVORA E POI IL POSTO DOVE TI ESIBISCI TU E’ LONTANO. Perché i suddetti 80 km sono una passeggiata. Ma che te ne frega, alla fine non importa chi non c’è stato, importa chi c’è stato. Come Davide, rimasto in piedi un’ora e mezza solo perché ci tiene alla mia amicizia. Come la famiglia con la f piccola, gli scriccioli della Scuola del Rock che mi guardano straniti perché per loro vedere una “grande” con la scopa in culo davanti al microfono immobilizzata dal terrore è strano. I primi, tra l’altro, che ti applaudono e ti abbracciano quando il pezzo è finito e ti senti una merda per aver sgarrato ogni acuto, ma per loro non importa. Stanno li a sorriderti e farti complimenti. E Mario che si ferma in macchina per soccorrermi nel pieno di una crisi di nervi, con il suo amore a casa malato trova il tempo per calmarti e darti coraggio. “Fai parte della famiglia, è normale!”.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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