Pedissequamente

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Provare, riprovare, riuscire.

Oggi ho ricevuto la partnership di Youtube al mio canale. È una conquista, una bella notizia ed un modo per riscattarsi nel mondo virtuale più che in quello reale. Il problema sta nel fatto che ciò è avvenuto a causa di video che ho girato, ma che non ho prodotto personalmente. Si tratta dei concerti della Scuola del Rock e molti genitori, amici, parenti degli allievi hanno prodotto interesse verso il mio canale, sede delle performance passate dei congiunti. Ho creato così un mio logo, ho proceduto alla monetizzazione dei contenuti originali ed il risultato è che il mio brano inedito è l’unico monetizzabile, a causa di una sequela interminabile di rivendicazioni dei proprietari dei diritti d’autore sui brani eseguiti ai concerti. Quindi ciccia.

Per il resto, il lavoro procede bene, mi sto ricavando una dimensione personale e finalmente riesco a capire qual è il mio ruolo all’interno del progetto (ci sono voluti sei mesi, ma meglio tardi che mai). Ho recuperato un po’ di energia e la sto investendo positivamente in attività associative e non. Ho dato una regolata al mio regime alimentare e non mi nego un po’ di moto quando capita. Sono piuttosto soddisfatta, tuttavia continuo a fare dei sogni strani. Piccola interruzione: si può scrivere qualcosa di serio e preoccupante se dalla finestra entra Celine Dion che canta The Power Of Love? Apro Spotify.

La scorsa notte mi sentivo poco bene, avevo freddo e un gran dolore al collo e nel letto non riuscivo a muovermi. Ho calato la fascia sugli occhi e la giornata è terminata in pochi secondi. Mi sono trovata con il vestito a pois IMG_8835 - Copia…si, questo, in mezzo ad una radura messa anche piuttosto male, piena di avanzi di auto distrutte, lamiere e cocci di vasche da bagno. Il sentiero su cui camminavo divideva in due questa discarica e di fronte riuscivo a vedere casa dei miei nonni. Con me c’erano i miei genitori e, camminando con lo sguardo sul cellulare in attesa di un messaggio del mio ragazzo, intravedo una ragazza con le cuffie che fa jogging. Si tratta di Ambra, la mia compagna di banco del liceo. La vedo continuare a correre e fare un paio di capriole correndo correndo, cosa che mi lascia anche un po’ sconcertata, ma mia madre mi distoglie da quella visione: “Se le devi dire qualcosa, chiamala e valle a parlare.”. Ha ragione. Urlo il suo nome, le corro incontro, si ferma, toglie le cuffie e mi chiede: “Che vuoi?”. Mi scuso con lei per aver rotto la nostra amicizia, per come mi sono comportata l’ultima estate in cui è stata qui, per aver pensato male del suo comportamento. Sono più che rammaricata, quasi piango mentre le chiedo scusa e lei va via dicendo semplicemente: “Tranquilla, è tutto ok, ci sentiamo.”.  Nonostante ciò, sono contenta, mi sento Dorothy nel magico mondo di Oz e anche lo schifo intorno non sembra più tanto brutto. Il peggio deve ancora arrivare. Sopraggiungono le mie zie con notizie pessime, di parenti che stanno male, di brutte ricadute e traumi insuperabili. Tutto causato, neanche a dirlo, da qualcosa accaduta in precedenza tra le suddette ed i miei genitori (mio padre in particolare). Arriva addirittura la parente (acquisita) dalla Spagna a dire la sua ed io, col mio vestitino di pois e tulle, sto lì con le lacrime in agguato. Quindi esplodo. Inizio a gridare come una matta, urlo che ognuno dice quello che gli pare e parte e chi ne paga le conseguenze è chi rimane, che i propri sentimenti sono sempre quelli del giusto e della ragione mentre gli altri non hanno diritto a soffrire e stare male. Mentre faccio uscire tutto questo, una delle zie è concentrata a vedere su un portatile delle foto della Spagna della suddetta parente (acquisita). Chiudo il portatile con forza e mando via tutti. Grido al telefono il nome del mio fidanzato che non è lì, i miei genitori sono arrabbiati ed imbarazzati e rimango seduta con il vestitino nella radura, in mezzo ai rifiuti.

Fino ad un paio di mesi fa, quando facevo questi sogni, li collegavo al racconto che stavo scrivendo e magari ne veniva fuori qualche bello spunto narrativo; ora che l’ho concluso non so più che farmene.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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