Ciao Vale.

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Mi pensi un po’? Ogni tanto ti fermi a riflettere? A cercare di ricordarti come sono, chi sono?

Ero carina. Te lo ricordi? Non volevi che mi truccassi perché la matita nera mi rimpiccioliva gli occhi e mi faceva sembrare emaciata. Mi piaceva giocare a pallavolo e ridevo. Sorridevo a tutti, anche per strada, persone che incrociavo sul mio cammino si beccavano un sorriso gratis, così, e qualche volta ricambiavano. Ero timida, o almeno, non ero sfacciata. Avevo paura di fare troppo e quindi non mi esponevo. Mandavo Sara avanti, perché lei era piccola ma cazzuta, sapeva il fatto suo. La parolaccia che mi piaceva di più era Cacchio, anche se non è una parolaccia, ma quando la dicevo mi sentivo figa. Non mi piaceva essere chiamata Scema, non mi piaceva essere presa in giro. Non facevo male a nessuno e mi pesava essere bersaglio di qualcun altro. La prof di lettere lo disse una volta: “Tu sei una che non si cura della massa. Vai per la tua strada, nel bene e nel male.”. Ricordi quanto piansi per questa cosa? Perché Antonio, il mio compagno di banco, pensavo non volesse più parlarmi dopo aver scoperto che non ero come lui. Quanto mi piaceva Antonio, era davvero un ragazzino perbene. Recitava, andava bene a scuola, proprio a posto. Peccato che non mi guardasse neanche in faccia. Cercavo in ogni modo di piacergli, ma lui niente. Quando le tue rivali hanno una terza di seno c’è poco da fare. Ti ricordi quanto ho pianto? Anche per Fabio, il mio primo amore. Mesi, anni persi a pensare a lui senza mai confessare le mie emozioni.

Vale, te lo ricordi quanto era bello vivere senza ansia? Quando mi sono trovata il fidanzato è stato bello però. Anche quando ho trovato il secondo. E il terzo. Beh, diciamo fino al quarto. Poi, da quella tuta celeste, tutto ha iniziato a scurirsi. Non giocavo a pallavolo, non mi divertivo, non sorridevo. Avevo smesso di essere io ed avevo iniziato ad essere te.

Niente, Vale. Non è stato così bello e roseo come dici tu, ci sono stati notti di pianti e sofferenze anche prima; solo che non te lo ricordi. Hai rimosso gli sms a cui non hai ricevuto risposta, i Ti Amo risposti con un Grazie, le delusioni, le amare conclusioni e le amicizie sbagliate? No, non le ho rimosse, ma le ho affrontate sorridendo. Sono stata forte nonostante la mia piccolezza. Ero sola, sola davvero e nonostante tutto ho continuato a sorridere. Allora perché non sorridi più?

Perché poi è arrivato il momento in cui ridere era per gli sciocchi. E quelle cicatrici restano. Resta la fine di un sorriso e l’inizio di una guerra. Resta la voglia e la sete di riscatto, di vendetta.

E i sorrisi, Vale? Dove sono i sorrisi?

I sorrisi li regalo a chi li merita. Il resto può andare a farsi fottere.

Amen, sorella.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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