Cosa mi manchi a fare?

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Non ho più tempo per scrivere. Sono oberata di pensieri, impegni, cose da fare e da organizzare, tanto da non riuscire più a concedermi i famosi cinque minuti di solitudine. Quindi devo aspettare quest’ora, quest’assenza di sonno immotivata e fiondarmi qui, nella mia calda solitudine notturna.

 

Questo pezzo di Calcutta mi rende triste. Non mi fa pensare a qualcuno in particolare, ma al concetto di mancanza. Non scrivere per me è una deprivazione grande; a volte ho l’esigenza di mettere giù parole. E non importa se il senso si perde o si ritrova dentro invettive e frustrazioni della quotidianità. Ciò che importa è che venga fuori, che non si fermi allo stomaco che già inizia a far male quando solo si immagina di non poter “togliere il tappo”.

Con Piero sto bene, procede senza malumori né scazzi e dopo un anno e mezzo quasi, per me, è una grande vittoria. Ho un brutto carattere e lui riesce a smussare le mie spigolature con leggerezza, sorridendo. Proprio oggi me l’ha fatto notare e non mi sono mai sentita più sollevata. Mi ha parlato sinceramente e questa franchezza, benché non fossero tutte lusinghe, mi ha resa più tranquilla. Il silenzio, il “non dire per non fare” mi ha sempre fatta sentire più fragile di un vaffa ben assestato.

Il lavoro procede. Nonostante i ritardi e i malumori momentanei, vedo che qualcosa si muove, cambia, sento dinamicità intorno e mi piace, mi motiva. Questo non vuol dire che stia calma, la psicosomatica in questo è lampante: dermatite, herpes, disordini alimentari lasciano dedurre lo stato di agitazione che sento di vivere. Il trucco (e spero davvero di riuscire ad imparare come usarlo) sarà sfruttare tutto a mio vantaggio, ovviamente cercando di fare meno danni possibile.

Le passioni resistono. Con il canto sto crescendo, sto lavorando sodo sui miei addominali e sul fiato per poter rendere maggiormente, anche se la fatica inizia a sentirsi. Preferivo cose meno impegnative, che potessero funzionare da capro espiatorio, senza troppa fatica; nuove sfide, tuttavia, mi attraggono. Immaginare di poter minimamente abbozzare un pezzo di Aretha Franklin o di Whitney Houston era semplice chimera ed ora, con metodo, tecnica ed impegno, so di esserne capace e di poter riuscire dignitosamente. La scrittura vera, quella seria ed impegnata, è accantonata. Il libro uscirà quest’anno, in un periodo imprecisato, il contratto si fa attendere e l’ispirazione e la voglia di ricominciare stentano a passare da queste parti. Scrivere per scrivere non mi va più. Forse l’idea della pubblicazione, di un contratto di distribuzione, di essere sotto la lente de IL PRIMO ERA MEGLIO mi mette addosso troppe aspettative.

Volevo solo scomparire in un abbraccio.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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