Piuma

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Queste pareti si stringono attorno a me. Ho bisogno di aria.

Apro la porta, scendo le scale senza scarpe, non ne ho bisogno. Supero l’androne e sono fuori. Respiro. Di pancia, come dice Teresa. Lascio andare un sospiro bollente, una nuvoletta di vapore si separa dalle mie labbra verso il cielo. Ha piovuto, l’aria è frizzante, a piedi nudi l’asfalto punge e bagna. Ho caldo, questa felpa mi soffoca. La tolgo in fretta e la butto via. Via anche i pantaloni, lunghi, larghi, pesanti. Via tutto. Per volare bisogna stare leggeri. Nuda, fuori casa mia, mi guardo attorno. Nessuno. Nessuno assisterà alla magia di questa notte. Comincio a camminare verso il buio della campagna, ma poi ci ripenso: perché nascondersi? È col buio che si apprezza la luce. Mi dirigo verso la parte opposta, verso il paese che nella notte mostra il suo splendore. Cammino veloce, quasi corro. La pioggia ricomincia a cadere leggera bagnandomi il corpo, quasi una benedizione. Le pietre spingono la pianta dei piedi a raschiarsi, non ci bado, continuo a correre. L’orologio della farmacia segna le 4.02. Tra poco qualcuno inizierà a svegliarsi e ridarà vita a questo posto, devo sbrigarmi. Corro su per la salita di calata Carmine, fino al municipio. Ho le gambe pesanti, ma piove e quest’acqua mi rigenera ad ogni passo. Salgo ancora dalla porta vecchia per raggiungere il castello in largo della Corte. Mi fermo. La maestosità mi toglie quel poco di fiato rimasto. In mezzo alla piazza, nuda e con le gocce che si infrangono sulla pelle mi fermo a contemplare la grandezza e la poesia di questo momento. L’orologio della cattedrale segna le 4.10, manca poco. La pioggia si fa fitta, un corso d’acqua spinge una lattina fin giù all’anfiteatro. La seguo, finché non si ferma nei pressi di un albero, quasi a fare da pubblico a ciò che sta per accadere. Nel centro si è raccolta dell’acqua piovana e dei petali di un albero che ha perso i fiori. Le nuvole si diradano e raggiungo la pozza. Mi ci stendo all’interno e chiudo gli occhi. I petali si appoggiano al mio corpo, chiudo gli occhi, mi sento sollevare verso il cielo leggera come una piuma. 04.15. In un attimo un lampo illumina a giorno il Borgo. Poi non ci sono più. Resta l’essenza di un respiro che come vapore si dissolve. Tic. Tac.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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