La generazione dei figli unici

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Tra gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che, unendo molte solitudini, ne fa un giorno di allegria.

[Stefano Benni]

Essere figli unici è la pace dei sensi. Nessun rompicoglioni a spaccarti i giocattoli. Nessun prepotente a toglierti il joystick della Playstation. Niente da condividere obbligatoriamente con qualcuno, tu ed il tuo spazio, la tua camera, la tua musica. È vero, i fratelli servono nei momenti difficili, quando fai una cazzata e non sai come rimediare, o quando hai bisogno di qualcosa o semplicemente per fare due chiacchiere o chiedere consigli. I figli unici sono soli. Abbiamo degli amici, è vero, ma gli amici sono amici anche di chi ha fratelli e sorelle. Si condividono gli amici. Un fratello si può condividere solo con qualcuno di famiglia, non con un amico. Noi siamo unici nelle nostre scelte. Unici nei nostri dispiaceri. Unici e completi, ma anche con qualche pezzo mancante. Non ce ne accorgiamo, fino a quando uno di quei pezzi non si perde. Quindi restiamo unici ed incompleti, incompresi, inadatti, disadattati. È facile entrare nelle famiglie degli altri, quelli con una miriade di fratelli e sorelle, case caotiche piene di chiasso. Più difficile condividere il nostro mondo, spesso silenzioso o magari con quella musica che piace a noi e di conseguenza deve piacere agli altri, perché il nostro mondo siamo sempre noi.

Non avrò nipoti. Avrò dei figli da viziare che si chiederanno perché non hanno nessuno da chiamare zio o zia. E gli spiegherò che quando due solitudini si incontrano possono far nascere qualcosa di bello come loro. E potrò insegnargli l’amicizia, quella che trovi negli occhi di poche persone e che ti arriva al cuore con poco.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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