Maturità ed altri fatti

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Vedo i maturandi di quest’anno e mi sento particolarmente irascibile. Mi fa incazzare tutta questa ansia che manifestano, mi innervosisce vederli sclerare per un tema del cazzo o per una prova a domande miste. E la domanda sorge spontanea: “Tu non eri così al liceo?”. No. Ero tranquillissima prima dell’esame di Stato perché sapevo che ormai quello che potevo fare lo avevo fatto. Il resto era un terno al lotto. In effetti è stato proprio così, sono stata fortunata, ho studiato e mi sono presa il mio bel 91 piccino picciò. Non è questo, però che voglio ricordare. Voglio ricordare il giorno della seconda prova, quella di pedagogia. Quel giorno mi alzai presto (forse prima degli altri), misi le penne ed il libro di pedagogia in quella che era la mia tracolla preferita (quella con le spillette della pace e le frasi in inglese che condividevo in pieno, tipo On the road o cose così) e scesi in garage a prendere il motorino. Il mio era scarico e me ne andai con il Ciao. Ricordo nitidamente il fresco del mattino sulla pelle lasciata scoperta dalla camicetta colorata e il solito jeans a zampa che arrivava sotto le scarpe appositamente per sfrangiarsi. Con il mio mezzo vintage arrivai nel cortile della mia scuola e trovai Enzo. Mi voleva parlare, era parecchio che non ci vedevamo e voleva dirmi “In bocca al lupo” sapendo che la seconda prova sarebbe stata particolarmente difficile da preparare. Ero contenta di vederlo, nonostante fossero le otto passate. Sentii suonare la campanella e gli dissi che dovevo entrare, e avrebbe dovuto farlo anche lui. La cosa sembrò non importargli e continuammo a parlare nonostante lo scorrere del tempo. Alle 8.25 ci rendemmo conto del fatto che ci stavamo dilungando troppo e ci salutammo. Mi abbracciò forte e mi fece un incoraggiamento dei suoi. Arrivai con il casco sotto il braccio e mi scusai con tutti per il ritardo. Ovviamente mi aspettava il posto davanti alla cattedra, il primo. Alle otto e mezza ci diedero le tracce e iniziai. Lasciai andare la penna sul foglio come facevo (e faccio ancora) sul blog, mi feci guidare dall’istinto e dai sinonimi (avevo l’impressione che entrambe le tracce da trattare volessero chiedere la stessa cosa). Consegnai per prima e me ne andai. Mandai un sms al mio ragazzo, ancora alle prese con la sua seconda prova, ed uno ad Enzo. Inutile dire che ricevetti solo una risposta.

Morale della favola: 14/15. Perché ero stata imprecisa su un passaggio (si parlava di attaccamento e forse utilizzai Madre troppe volte; insomma, sinonimi quanto vogliamo ma anche il dizionario ha i suoi limiti.). Credo, comunque, che il risultato sia stato merito di una serenità mentale che ha lasciato che le idee fluissero senza intoppi.

Quindi, cari maturandi, non cacate il cazzo, camomilla e a letto presto.

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Informazioni su Vix

“Il pensiero dell’altrove, magia, avventura, libertà, utopia e rock and roll”. Conservo lo spirito degli anni ’90 restando “A sei km di curve dalla vita”. Sono agnostica, di sinistra e pacifista salvo complicazioni: bramo il conflitto che genera confronto e crescita personale. Amo la libertà e l’arte in tutte le sue sfaccettature: la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fotografia e la lettura. Ho pubblicato un libro: Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei. Se dovessi rinascere? USA, Anni ’60: pace, amore, psichedelia. Sputare sentenze non fa per me, evito ipocrisie ed inutili piagnistei. Per il resto, andate in pace.

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