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Blunotte

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È tardi, dovrei dormire. Invece scrivo nel mio caldo plaid di Snoopy e Woodstock (grazie Fra), accoccolata sul mio letto.

Oggi ho messo ordine. Ho chiuso delle importanti indecisioni fuori dalla porta e ho ricominciato ad occuparmi del mio futuro. Sembra che succederà ancora. Non mi spaventa, voglio farlo, ma ho paura di ciò che troverò quando tutto finirà. Se ci saranno solo macerie o qualcosa resterà in piedi, ci sarà qualcuno ancora qui. Sono scaramantica, non ne voglio parlare, che quando parlo di qualcosa di bello che sta per accadere, vaffanculo, salta.

Ho trascorso un San Patrizio divertente con la mia adorata combriccola di disadattati ed ho affrontato relativamente bene la presenza del mio ex alle mie spalle. Niente schiaffoni, niente scenate. Siamo nell’era del CHI CAZZO SEI? e funziona alla grande. Ieri sera invece sono stata a sentire i Beati a Bitonto. In macchina con me c’era Chiara, una ragazza che esce con loro, ma con la quale non ho mai tentato delle brillanti conversazioni. Ieri mi ha dato modo di approfondire leggermente la sua conoscenza e sono rimasta molto colpita. Abbiamo dei gusti musicali che si incastrano facilmente ed ha l’aria di una che, come me, ne ha viste di ogni specie. Intanto faccio orari strani, bevo e non bevo, mi prendo cura di me e mi scasso di medicinali, insomma, alti e bassi. Torno a casa con questa canzone alla radio e mi prende male.

Forse non riuscirò
A darti il meglio
Più volte hai trovato I miei sforzi inutili
Forse non riuscirò
A darti il meglio
Più volte hai trovato I miei gesti ridicoli
Come se non bastasse
L’aver rinunciato a me stessa
Come se non bastasse tutta la forza
Del mio amore
E non ho fatto altro
Che sentirmi sbagliata
Ed ho cambiato tutto di me
Perché non ero abbastanza
Ed ho capito soltanto
Adesso
Che avevi paura
Forse non riuscirò
A darti il meglio
Ma ho fatto I miei conti e ho scoperto
Che non possiedo di più
Come se non bastasse
L’aver rinunciato a me stessa
Come se non bastasse tutta la forza
Del mio amore
E non ho fatto altro
Che sentirmi sbagliata
Ed ho cambiato tutto di me
Perché non ero abbastanza
Ed ho capito soltanto
Adesso
E non ho fatto altro
Che sentirmi sbagliata
Ed ho cambiato tutto di me
Perché non ero abbastanza
Ed ho capito soltanto
Adesso
Che avevi paura

 

…non perché Carmen sia la dea della malinconia, non solo. Perché a vedere un suo concerto ci sono andata da sola perché lo desideravo intensamente. Perché prima non lo avrei fatto, perché non ne ero capace. Poi mi sono rimessa in piedi e ora sono abbastanza sicura che c’era poco da fare e da dire ancora. Avrei potuto capirlo prima, sarebbe stato meno duro da affrontare. Non voglio smettere di credere in me stessa, non di nuovo. Non voglio rinunciare ai miei desideri, non voglio smettere di vivere così, libera e piena di vita vera, non di possibilità, ma di opportunità pronte ad essere colte e azzannate. Il prossimo passo è trovare qualcosa che mi dia la possibilità di affrontare le frustrazioni in modo costruttivo.

Se iniziano le belle giornate, riprendo la bici.

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Ritorno alle origini

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On Air: Paint the sky with stars – Enya

È un periodo pieno di sorprese, direbbe Samuele Bersani. Quelle sorprese che per anni ho cercato, ho provato a far intuire, ho reso reali al posto di chi avrebbe potuto farlo.

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Sorprese che migliorano la giornata, che splendono e fanno splendere. Sorprese che mi portano a viaggiare fino a Frosinone per regalare e regalarmi dei momenti di felicità. Sorprese che mi fanno riscoprire lati di me che ho combattuto in tutti i modi, spingendoli sul fondo lasciando emergere solo il nero pece. Armando si è rivelato essere una persona genuina, vera. Mi ha dato una testata metaforica e mi ha detto: “Riprenditi te stessa!”. Si, ma io sclero. “E non sclerare! Ridi! Smetti di preoccuparti e vivi!”.

E così mi sono buttata tra le strade di Brussels sotto la neve con il sorriso e gli stivali pieni di fango, ho bevuto pinte di birra ridendo a gran voce e biascicando in un inglese spagnoleggiante, ho abbracciato forte la mia migliore amica tra le stradine di Brugges e mi sono lasciata inebriare dall’odore della libertà forte, potente, selvatica. Ma non è bastato. Ho voluto osare. Ho preso il treno da Roma a Frosinone ed20171203_121501 ho raggiunto Armando, per dirgli tutto quello che ho scoperto di me grazie a lui. Ho smesso di guardami le spalle ed ho ricominciato a guardare in avanti, al futuro, al sole in alto lasciandomi incantare dal suo calore. Ne è venuto fuori un weekend senza fiato, pieno, ricco, perso nel buio e nella luce di parole non dette, di racconti a bassa voce, di fotografie ingiallite e nuovi ricordi da mettere nell’album. Foglie cadute sul selciato, cicatrici mostrate con orgoglio e drammi mai condivisi con qualcuno al di fuori del proprio piccolo mondo blu della cameretta. Così, quando oggi Roberto mi ha chiesto: “Allora, com’è andata a Frosinone?”, ho recuperato dal baule uno dei miei sorrisi sinceri e gli ho risposto “Benissimo!”. E quando invece Doug ha deciso di rovinarmi la serata, gli ho semplicemente detto: “Ok, vafangul.”. Ed ho continuato per la mia strada.

 

 

I’m walking on sunshine, uo oh.

“Che cos’è la vita senza una dose di qualcosa, una dipendenza?”

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Cantare i Baustelle a squarciagola con quattro amici. Un’esperienza mai fatta, un condividere il lato oscuro con qualcuno che ne ha cognizione, esperienza e trarne beneficio, appagamento. Sulle note di Charlie Fa Surf abbiamo sfogato tutto, urlato QUANTA ROBA SI FA. E ce la siamo fatta anche noi, ieri, una roba di quelle potenti, di quelle che fa sudare, tremare, ridere a crepapelle, tossire, avere il fiatone, perdere l’orientamento, sbagliare le parole, inventare improbabili traduzioni ad improbabili canzoni anni 80. È una roba che non si trova spesso in circolazione, difficile da reperire, gli effetti variano da soggetto a soggetto e spesso potrebbe rivelarsi un placebo. È una predisposizione a prendere il meglio, è un’apertura al mondo, è

Fottere tutto e naufragare

Mettere gli stivali e farli andare

Correre per non arrivare

Amare il rogo, amare il suo bruciare.

Felicità allo stato puro, bruta, primitiva, vulcanica. Magnifico. Il meglio del meglio; meglio della droga, dell’eroina, meglio delle canne, coca, crack, fix, joint, shit, shoots, sniff, pet, marijuana, cannabis, peyote, colla, acido, LSD, ecstasy, meglio del sesso, meglio del pompino, il 69, le orge, masturbazione, tantrismo, kamasutra, massaggio thailandese, meglio della cioccolata, il Mont Blanc, la banana split, meglio di tutte le trilogie di George Lucas, delle puntate del Muppet Show, meglio dell’ancheggiare di Emma Peel, Marilyn, la puffetta, Lara Croft, Naomi Campbell, i nei di Cindy Crawford, meglio della facciata B di Abbey Road, gli assolo di Hendrix, meglio dei passetti di Armstrong sulla luna, le montagne russe, i festoni natalizi, la fortuna di Bill Gates, le trance del Dalai Lama, la resurrezione di Lazzaro, tutte le pere di testosterone di Schwartz, il collagene nelle labbra di Pamela Anderson, meglio di Woodstock e dei rave party più trasgressivi, meglio dei trip di Sade, Rimbaud, Morrison e Castaneda, meglio della libertà… meglio della vita! 

Sono stata bene. È stata una dose bella potente di ricostituente per l’anima. Il trucco, ora, è non risentire troppo dell’astinenza.