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Un cubo multitasking per proteggersi dalla tempesta

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E poi ci sono quei giorni belli, pieni di vita, di sorrisi e di parole, di speranze e ricordi, di capelli, odori e scogliere e vento e mare e fragiflutti simili ad omini dei videogiochi. Sono giorni che tengo stretti, perché sono veri, intensi e senza fiato.

Sei arrivato in questo paese totalmente privo di certezze, hai preso una stanza non lontana da qui e mi hai aspettata. Mi hai presa e buttata nella tua vita, nella tua testa, sulla tua pelle, strofinandomi addosso tutto il bene e il male, schiaffeggiandomi con i drammi passati e i progetti futuri, guardandomi protetto da quelle ciglia lunghe che mal celano una tenerezza ed una bontà d’animo che viene fuori al primo contatto.

Narciso, parole di burro
si sciolgono sotto l’alito della passione
Narciso, trasparenza e mistero
cospargimi di olio alle mandorle e vanità, modellami

Raccontami le storie che ami inventare, spaventami
raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami, inventami
dammi un’altra identità
stordiscimi, disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità

Narciso, parole di burro
nascondono proverbiale egoismo nelle mie intenzioni
Narciso, sublime apparenza
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità, ispirami.
Raccontami le storie che ami inventare, spaventami
Raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami, inventami, dammi un’altra identità
stordiscimi, disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità
Conquistami

Grazie Claudio, è stato un regalo meraviglioso averti qui.

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Promiscuità

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Lui si è fidanzato. Pensavo di reagire male, invece sono molto contenta. Ora che non ho più legami, avrei voluto mandargli quel famoso messaggio, riprendere i contatti. Poi ho visto il suo sorriso. Quello di lei. Entrambi sinceri. Sono tornata indietro, quando avevo i capelli del suo stesso colore e quel sorriso che non si sciupava dopo lo scatto. E mi sono fermata.

Carlo mi ha detto: “Sei solo cresciuta. Sei una donna adesso, non è come dieci anni fa.”. Ha ragione, nonostante la tinta, nonostante l’alcool e la disobbedienza. Sono cambiata, mi fermo sempre prima di perdere il controllo. Ho conosciuto i miei limiti e so di essere disposta a superarli solo in certe occasioni. Non per tutti. Non sempre. Non in attesa di qualcosa che non arriverà. Ho iniziato ad organizzarmi meglio la vita. A stabilire quando fare tardi vale la pena e quando no. Ad apprezzare il tempo che non avevo e che adesso ho. Anche se non voglio sentire nessuno, o accendo la tv senza volume, so che c’è qualcosa che mi mantiene ancora in piedi. Una motivazione a stare bene, a godermi una vita che sembra lunga, ma che vola quando ti accorgi, sulle scale del palazzo dove sei cresciuta, quanto sia tutto cambiato mentre tutto è sempre uguale. Un po’ più “sgarrupato”, anche noi in fondo. Eravamo quelli dei palloni bucati, delle nocciole rubate e delle corse di notte a cercare le lucciole ed ora viviamo tra vizi e promiscuità, in attesa di un equilibrio un po’ simile a quello che avevamo tanti anni fa, senza cellulari e coi citofoni rumorosi. Vi ho ritrovati belli, però. Decadenti, maledetti, ma felici. Ed è quello che vi rende così affascinanti e pieni di vita, nonostante tutto. IMG_7421

E poi c’è lei, la gemella diversa. L’angioletto sulla spalla che ti riporta sulla retta via, coi suoi riccioletti biondi e gli occhi del colore del mare. La stronza. Perché lo sa di essere bona, e se parlo di lei non posso non dirlo. Sapevo che sarebbe arrivata prima o poi, ed eccola qui. Siamo partite insieme, prima per un idolo, poi per il piacere di stare insieme. A Verona, nelle vie dell’amore, ci siamo mischiate le storie e le lacrime, le bottiglie d’acqua e il deodorante dividendoci il letto ed un pezzo di cuore. Non posso dire di amarla, perché non è amore questo. L’amore prima o poi ti ferisce, ti delude, ti sferra un colpo alle spalle quando meno te lo aspetti. Io con lei voglio sperare che non succeda. Voglio credere che l’amicizia che ci lega non vada neanche spiegata. E anche adesso che scrivo di lei mi viene da piangere come una cretina. Perché mi prenderebbe a cazzotti se fosse qui, e farebbe bene. Che so’ ‘ste cose? Le ho detto che ho paura di rovinare tutto talmente tante volte che ormai non mi prende neanche più sul serio. “Se non lo vogliamo, non succederà”. E quindi non fasciamoci la testa prima di cadere. Non glielo dico che le voglio bene perché non sono capace, ma lei lo sa.

Quindi smettiamo di parlare e ricominciamo a vivere, che ci viene meglio.